Il mercante di Londra

Il mercante di Londra

12 giugno 1884. Giovedì. James Lionel Falconer ha compiuto quattordici anni da una ventina di giorni e si sente un ragazzo molto maturo. D’altra parte lavora con il padre nei banchi di loro proprietà al mercato coperto di Henry Malvern in Camden Town a Londra. Quando era più piccolo lavorava solo mezza giornata, ma da quattro anni a questa parte lavora a tempo pieno e ama molto mercanteggiare e contrattare sul prezzo, esattamente come piace a suo padre, il trentasettenne Matthew Falconer, uomo che il ragazzino ammira molto e cerca di emulare in ogni occasione. Anche la nonna Esther nota spesso come il nipote cerchi di imitare suo padre e glielo fa notare, dicendogli anche che è davvero un bravo ragazzino. James si raddrizza, solleva le due stanghe del carretto e ricomincia a spingere. Sa che, dopo la diramazione, l’aspetta una bella salita. Fa caldo e il ragazzo suda e ansima; all’improvviso una fitta lancinante lo blocca mentre il dolore, inizialmente parecchio intenso, lo lascia senza fiato. Mentre cerca di capire cosa gli può essere accaduto, arriva in suo aiuto la signora Greenwood, una vicina, che afferra una delle due stanghe del carretto e gli chiede come mai suo padre lo abbia lasciato condurre quel peso da solo. Matthew non ha potuto fare diversamente, perché ha dovuto accompagnare la moglie Maude dal dottor Robertson per un controllo. La madre di James continua a dire che si tratta semplicemente di un raffreddore, mentre il papà teme sia una brutta bronchite o, peggio, una polmonite. In ogni caso, James riesce a raggiungere la sua postazione all’interno del mercato e, una volta rimasto solo, comincia a sistemare la mercanzia sulle bancarelle, esattamente come gli ha insegnato il padre: i pezzi più alti dietro, poi via via quelli di dimensioni minori, per assecondare l’occhio del cliente. Mentre lavora in maniera meccanica, si chiede come mai il padre stia tardando tanto...

Sullo sfondo di un’Inghilterra vittoriana in cui la divisione tra ricchi e poveri è ancora piuttosto netta e profonda, due giovani, provenienti da opposti ceti, si rimboccano le maniche e lavorano con passione per scrivere il loro destino, un destino di riscatto e di successo. Il nuovo romanzo di Barbara Taylor Bradford – nata e cresciuta in Gran Bretagna, oltre ottanta milioni di copie dei suoi libri vendute in novanta Paesi – è il capofila di una nuova saga, che racconta le vicissitudini di James Falconer – ambizioso quattordicenne all’inizio della storia, con una famiglia umile ma onesta alle spalle, che sogna in grande e vuole diventare un prestigioso mercante, di Alexis Malvern – nata dall’altra parte della barricata, ricca figlia e futura erede di un famoso mercante, giovane ambiziosa ed estremamente moderna – e del nutrito gruppo di parenti e amici che ruota attorno ai due protagonisti. Ambizioso e pieno di talento l’uno, forte e determinata l’altra, i due giovani hanno molto in comune e rappresentano la modernità in una realtà ancora fortemente abbarbicata alle tradizioni. Per buona parte della storia le vicissitudini dei due protagonisti procedono lungo due linee parallele per incontrarsi poi solo verso il finale e gettare le basi del seguito dell’avventura. Tra intrighi, amori, dolori, minacce, lutti e tradimenti, la penna accurata della Taylor Bradford indulge nei dettagli e colora meticolosamente lo scenario sul quale si dipana la vicenda, caratterizzando personaggi e ambientazione in maniera precisa e minuziosa. Ciò rende il ritmo della lettura, in alcuni passaggi, un po’ lento, ma senza nulla togliere ad una storia tutto sommato interessante – consigliata agli amanti del genere in quanto fluida e ben scritta – capace di stuzzicare la curiosità del lettore in attesa del secondo capitolo della saga.



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