Il racconto degli dèi

Nulla esisteva. Neppure il tempo. Poi qualcosa in quel vuoto assoluto iniziò a muoversi: il Caos, una sorta di vorticoso buco nero spalancato nel nulla, in cui tutto, informe, era contenuto. Dal Caos iniziarono ad emergere forme: Gea, la Terra, e il suo volto più nascosto, Tartaro, al di là degli Inferi: il luogo più buio del cosmo, ove verranno precipitati i nemici degli dèi; Eros, la forza “che impone a tutta la materia vivente, dagli animali agli dei, la legge del desiderio”; Erebo e Notte, il buio, e Etere e Giorno, la luce. Gea, principio femminile, partorisce Urano, il Cielo, principio maschile, e sotto di lui ogni notte giace, in un amplesso infinito che genera i dodici Titani, i tre Ciclopi con un solo occhio in mezzo alla fronte Bronte, Sterope e Arge, e i Centimani, dalle cinquanta teste e cento mani. Ma Urano ricaccia i suoi figli nel ventre di Gea, costringendola ad una gravidanza senza fine, fino a quando lei, esausta, propone ai Titani di evirare il padre. Fabbrica una falce di adamanto, metallo indistruttibile: solo il Titano Crono accetta di compiere l’azione. Durante la notte afferra i genitali del padre, e li taglia, gettandoli in mare. Il primo, terribile, gesto rituale permette al Cielo di separarsi dalla Terra. Dal sangue di Urano nascono le Erinni, furie persecutrici, i Giganti, le Meliadi, Ninfe dei frassini. I genitali di Urano per un po’ continuano ad andare alla deriva nel mare: intorno agli attributi divini la schiuma inizia ad addensarsi, e qualcosa prende forma: è una fanciulla, una dea per la verità; giunge nei pressi dell’isola di Citera, e da lì viene sospinta fino a Cipro, ove finalmente tocca terra. Ad ogni suo passo la natura si risveglia: spuntano fiori, l’erba cresce rigogliosa. È nata “la bellezza, e con lei l’amore”, Afrodite, la dea che “ha la signoria su ogni creatura vivente, dèi e uomini”…

“Mythos nella lingua greca designava la “parola” nei suoi differenti livelli: la singola parola che esce dalle labbra di qualunque persona; una serie di parole che si organizzano in un discorso; un discorso che ha lo scopo di raccontare una storia e infine, un particolare tipo di storia che racconta fatti avvenuti in un tempo lontano e che sono diventati esemplari […]. Con la psicoanalisi, all’inizio del Ventesimo secolo, il mito è stato trasferito dal lontano passato a un eterno presente, che è quello della mente. Da questa prospettiva, riguarda davvero ogni essere umano perché il suo mondo è quello dell’irrazionale, da cui le antiche storie fanno emergere un impasto di energie primarie fatto di passioni, di sangue, di eros…”. Giulio Guidorizzi, bergamasco, classe 1948, già docente presso l’Università di Torino ove ha insegnato Letteratura greca e Antropologia del mondo antico, e direttore, assieme a Alessandro Barchiesi, della rivista “Studi Italiani di Filologia Classica”, in questo testo ripercorre le differenti versioni delle molteplici storie legate alle divinità, agli eroi, agli esseri mostruosi mitologici giunti dall’antica Grecia sino a noi, individuandone le origini e correlando lo sviluppo dei culti con quello antropologico. Le vicende degli abitanti dell’Olimpo divengono così traccia rivelatrice dello sviluppo non solo della civiltà, ma della stessa psiche umana, nelle sue infinite sfaccettature, nel suo labirintico evolvere attraverso pulsioni, desideri e sentimenti, principio maschile e femminile, ragione e follia, sulla scia della scuola di psicologia analitica di matrice junghiana che ha visto in James Hillmann forse il suo più illustre rappresentante, e che aveva rintracciato negli archetipi, simboli sedimentati nell’inconscio umano, la radice dei miti. Con il supporto di un solido apparato documentale, citato nella ricca bibliografia che completa ogni capitolo, l’autore mette nelle mani del lettore un’opera che unisce alla trattazione sistematica, quasi enciclopedica, il fascino della narrazione affabulatoria. Guidorizzi è attualmente impegnato nel coordinamento di una nuova traduzione dell’Iliade, di cui il saggio Il grande racconto della guerra di Troia (https://www.mangialibri.com/libri/il-grande-racconto-della-guerra-di-troia) è stato sontuoso precursore.

 


 

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