L’Italia di Dante

L’Italia di Dante

Dal 2014 al 2016 Giulio Ferroni ha girato l’intera penisola seguendo le orme di Dante Alighieri. Ha tramutato le tracce che il grande poeta aveva disseminato lungo il tragitto ultraterreno della Divina Commedia in tappe geografiche di approfondimento. Passo dopo passo, pagina dopo pagina, i luoghi evocati nell’opera assumono agli occhi del visitatore straordinarie opportunità di accrescimento della conoscenza ma anche divagazione culturale. Dalla tomba di Virgilio a Napoli alle Grotte e ai Musei Vaticani, dalla città dell’Arno all’Assisi di San Francesco, dai borghi medievali dell’Italia centrale alla Ravenna di Francesca da Polenta, dalla Puglia alla Sicilia, dalla Sardegna al Monferrato, dall’arsenale di Venezia al Tagliamento, fino alla corona montagnosa delle Alpi. Nella peculiarità di ogni luogo rivivono non solo l’eco dei versi danteschi e il relativo approfondimento critico, ma anche la rievocazione storica e le suggestioni paesaggistiche, nonché gli incontri e i ricordi legati a intense frequentazioni dell’autore. Ferroni ha perlustrato antiche chiese e imponenti palazzi storici, ha visitato borghi medievali e quelli che oggi sono capoluoghi cittadini, luoghi rupestri e contorni e anfratti costieri, templi e musei, con l’occhio vigile del conoscitore che è capace allo stesso tempo di trasferire la passione visiva insieme con la conoscenza e di trasfondere le sue competenze per individuare identità e appartenenze, per svelare simboli, tradizioni e meraviglie che si annidano non solo nelle descrizioni ma perfino nei brevi pronunciamenti di un verso fino a tracciare una vera e propria cartografia del cuore. Un modo diverso di orientarsi e all’interno dell’opera e tra i luoghi di volta in volta visitati lungo l’intero tragitto…

Abile nel tramutare la rievocazione degli innumerevoli luoghi menzionati da Dante nella Divina Commedia nella riscoperta di un territorio ricco di bellezze straordinarie e di preziosi stimoli culturali, Giulio Ferroni concepisce un libro meraviglioso. Un denso tomo di oltre mille pagine che farebbe scoraggiare di primo acchito il lettore e che invece lo cattura in virtù di un linguaggio scorrevole e coinvolgente. Come Dante seguiva Virgilio nella sua perlustrazione ultraterrena, così il lettore segue Ferroni lungo le tappe del suo percorso e con analoga curiosità lo ascolta e ne apprezza tanto le eccellenti doti divulgative quanto la sapiente capacità evocativa. La sua è una ricognizione sul vasto patrimonio culturale presente nel nostro Paese che ha sia il senso del sublime, sia il gusto del rimando storico e letterario, l’eco del linguaggio confidenziale e la convinzione che la cultura sia una risorsa fondamentale dell’uomo. Il volume si presta ad essere utilizzato da tutti coloro che avvertono il bisogno di una più profonda immersione nei passaggi della geografia dantesca coadiuvati da una guida di tipo non convenzionale, ma piuttosto da una cartografia che riannodi i fili dispersi di un patrimonio ricco e complesso, trascurato e sradicato dal senso della civiltà attuale. E insieme costituisce un ottimo strumento di consultazione anche per lettori e viaggiatori più avveduti, dimostrando che qualunque argomento sia egualmente leggero e profondo a seconda del modo in cui viene trattato. L’indagine dei luoghi risulta per tanti versi rinnovata, e non perché riplasmata dall’invasiva e pregnante visione del critico letterario di professione, ma perché svincolata da ogni forma di consuetudine. Per questa ragione, possiamo dire che, nel mare magnum dei testi fin qui redatti sulla Commedia, l’acculturata guida turistica di Ferroni è il libro che ancora mancava.



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