L’ombra della paura

L’ombra della paura

Randolph Tiefenthaler si reca spesso nel carcere di Tegel. Lo fa ormai da sei mesi a questa parte. Va a trovare suo padre, un uomo di settantotto anni che è stato condannato a ben otto anni di reclusione. È accudito in carcere dalla gentile Kottke e si comporta come un detenuto modello anche se piano piano si sta come spegnendo e ha perfino smesso di rispondere al figlio durante le visite. La condanna è dovuta all’omicidio del signor Dieter Tiberius, l’inquilino del piano di sotto della famiglia Tiefenthaler. Cosa è successo? L’architetto di successo Randolph, con la bella moglie Rebecca e i figli Paul e Fay, si è appena trasferito in una bella villa a due piani nell’esclusivo quartiere berlinese di Lichterfelde-West. Con il signor Tiberius, che vive al piano di sotto della villetta, è cominciato un rapporto di buon vicinato, suggellato addirittura dall’offerta di una buona bottiglia di vino e una torta. Il vicino però fraintende queste gentilezze e inizia a essere sempre più invadente. Mina la serenità della famiglia Tiefenthaler dapprima con attenzioni non richieste nei confronti di Rebecca con poesie dai testi scabrosi e poi inizia a insinuare che Randolph prova delle attenzioni morbose nei confronti dei due figli, chiamando addirittura la polizia. Una situazione insostenibile che il padre di Randolph decide quindi di risolvere alla radice, grazie anche alla sua forte passione per le armi antiche...

Dirk Kurbjuweit è il vicedirettore di “Der Spiegel” e un giornalista che ha vinto premi prestigiosi come l’Egon Erwin Kisch Preiz e il Roman Herzog Preiz. Ha pubblicato vari romanzi e anche alcuni saggi sulla politica della cancelliera Angela Merkel. Questo thriller psicologico pone il lettore quasi al centro della narrazione, data l’assoluta normalità del setting. Lo scrittore sembra voler giocare con il lettore e porre quindi quesiti morali in cui tutti hanno delle manie da nascondere. Il protagonista Randolph infatti è solo apparentemente una vittima dato che, con il procedere della trama, rivela tutta una serie di manie e paranoie dovute a un’infanzia infelice che lo rendono un personaggio quasi odioso come Tiberius. Il tema prevalente è certamente quello dello stalking, provato in prima persona dallo stesso autore, e dei rapporti interpersonali nelle grandi città di oggi ma c’è anche spazio per una riflessione sulla società di oggi in cui si è sempre più spinti a farsi giustizia da soli per risolvere i problemi. Un thriller che perde un po’ in termini di tensione in favore dell’analisi sociologica.



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