L’origine degli altri

“Come si diventa razzisti/sessisti? Poiché nessuno nasce razzista e non esiste una predisposizione fetale al sessismo, si impara l’Alterizzazione non attraverso spiegazioni o insegnamenti, bensì attraverso l'esempio”. Divento razzista quando aderisco acriticamente a uno status quo fatto di modelli, paradigmi, immaginari, luoghi comuni e convenzioni che perpetuano uno stigma che accetto e sul quale non mi interrogo, ma che mi permette di intuire che posso esercitare controllo e potere sull'Altro. Senza dialogo, perché “Il pericolo di simpatizzare con l’estraneo è la possibilità di diventare un estraneo. Perdere il proprio rango razzializzato equivale a perdere la propria preziosa e gelosamente custodita differenza”. Le radici della divergenza tra l’Io e l’Altro, tra il Domestico e l’Estraneo affondano lontano nel tempo e nella storia, nello schiavismo e nel colonialismo, in un retaggio che ancora oggi non smette di produrre violenza e separazione. Il razzismo è figlio di questo fermento, di quella che si chiama Romantizzazione della schiavitù, cioè dell’edulcorazione di una deportazione di massa che si è trasformata in divaricazione sociale. “Il concetto era che i neri erano utili, non proprio animali da lavoro, eppure nemmeno riconoscibilmente umani”. I luoghi comuni, le leggende, i miti e le mistificazioni hanno generato il mito della razza, “la classificazione di una specie” che divide gli esseri umani in modo da generare il pericolo: l’estraneo. Non soltanto questo, ma anche la narrazione stessa dell’idea di razza è alla base delle strategie di supremazia e di potere laddove i racconti sugli schiavi ne tracciano un profilo irriducibilmente infantile di assoluta devozione per i padroni e di totale sconforto al momento della vendita a un altro proprietario. La slave narrative ha i suoi stereotipi - Da Via col vento a La capanna dello zio Tom - ma, dice Harriet Jacobs: “la schiavitù è una maledizione sia per i bianchi sia per i neri. Rende i padri bianchi crudeli e lascivi, i figli violenti e licenziosi. Contamina le figlie e distrugge le mogli”. Un’arma a doppio taglio dalla quale, nel tentativo di disumanizzare gli schiavi, restano attinti a morte soprattutto i padroni…

L’origine degli altri è la raccolta di una serie di lezioni che Toni Morrison tenne nel 2016 presso l’Università di Harvard sulla cosiddetta “Letteratura dell’appartenenza”. Affronta l’argomento della razza con uno stile diretto e impietoso, ricco di fonti storiche e letterarie, senza tralasciare i risvolti politici e le conseguenze dello schiavismo e del colonialismo sulla popolazione afroamericana. Leggere L'origine degli altri è necessario perché mette a fuoco, anche in ottica retrospettiva, cosa significhi essere nero oggi in America, quali siano le origini del razzismo e del suprematismo bianco. Ci spiega - senza assolverci - perché le proteste che hanno preso forza Negli Stati Uniti dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd si allargano in Europa e ci riguardano. Toni Morrison è uno schiaffo che brucia per assertività e rigore delle argomentazioni. Ci coinvolge tutti, ad ognuno attribuisce una responsabilità. Non importa quante volte sia letta, le sue parole arrivano come sveglie, chiare da essere abbacinanti e incontrovertibili. Le sue riflessioni sulle origini del razzismo, sulla razza e l'Alterizzazione, diffuse proprio nel momento in cui il movimento Black Lives Matter aveva aperto il dibattito sulla violenza della polizia, restano attuali e addirittura all’avanguardia. C’è un mondo, lì fuori, che traccia scale invece di progettare ponti e una mentalità ottusa - quella fascista, xenofoba e suprematista - che mostra i muscoli per nascondere una fragilità: l’incapacità di portare se stessa nel confronto con l’altro; l’incapacità di sostenere se stessa davanti allo sguardo dell’altro. La Morrison lo dice con parole molto semplici che l'Alterizzazione è “il bisogno sociale/psicologico di un estraneo, un Altro, così da definire il proprio sé alienato”. Ho bisogno di un Altro che mi sia estraneo per colore della pelle, religione, cultura, genere, per definire il mio Io/ Sé e ho bisogno di un Altro che io reputo inferiore per stabilire la mia superiorità. Un piccolo misero gioco che solo la conoscenza e l’apertura possono far saltare. Leggere Toni Morrison, oggi, è un contributo fondamentale a questa causa.

 


 

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