L’outsider

L’outsider

L’outsider è colui che vede in profondità, che del normale, “borghese” dipanarsi dell’esistenza vede l’irrealtà; che acquista la consapevolezza della molteplicità della natura umana, divisa tra convenzioni sociali, istinti e pulsioni, e della sua caducità, che “non può accettare la vita così com’è, che non riesce a considerare necessaria la propria esistenza o quella di chiunque altro”, dotato di una forza intima che lo porta spesso alla solitudine, alla ricerca disperata di un cammino di “autoespressione”. È una figura ricorrente in letteratura, da Blake a Sartre, da Barbusse a Hemingway, da Dostoevskij a Hesse, trovando espressione piena nei protagonisti di opere della corrente romantica prima, di quella esistenzialista poi; una immagine che presenta persino tratti in comune con chi, nelle discipline meditative e religiose orientali, raggiunge lo stato di affrancamento dalla sofferenza. Ma cosa significa vivere da outsider? Thomas Edward Lawrence, il “Lawrence d’Arabia” autore de I sette pilastri della saggezza, il pittore Vincent Van Gogh, il ballerino Vaslav Nijinsky ne incarnano, rispettivamente tre modelli: l’intellettuale, il sentimentale, il fisico. Nessuno dei tre trova l’auto-realizzazione, tutti risultano sconfitti. Anche Nietzsche, che affronta in modo quasi profetico il tema nella sua disamina del “superuomo”, pur avendo, in qualche modo, intuito come la risposta possa risiedere nella commistione tra pensiero, intuizione, arte e psicologia, finisce col perdere il lume della ragione, vittima della propria stessa profondità di analisi e della avversione sociale che colpisce chi è incapace di tacere e adattarsi, come la maggior parte degli altri citati, ad “…un mondo in cui la maggior parte degli uomini non vive veramente, si fa semplicemente trasportare dalla corrente. Questa è la maledizione dell’outsider, poiché tutti gli uomini hanno un istinto gregario che li porta a considerare giusto ciò che fa la maggioranza. Ne consegue che, o l’outsider è in grado di darsi un sistema di valori che corrisponda alla maggiore forza dei suoi propositi, o è spacciato, poiché agli occhi della società sarà sempre un reietto e un disadattato”…

Quando il ventiquattrenne Colin Wilson presenta all’editore Victor Gollancz il manoscritto di quello che sarebbe diventato il suo esordio letterario, è certo di una cosa: sarà un successo. Quel che non immagina è che quel testo gli avrebbe cambiato la vita, attirandogli il plauso della critica e le curiosità, anche morbose, della stampa, che intuisce le potenzialità del personaggio dietro lo scrittore. Nella introduzione per la riedizione del ventennale del suo capolavoro, così ricorda quei giorni: “Fu una strana esperienza. Fino al 24 maggio del 1956 [data di pubblicazione de L’Outsider, n.d.r.] ero stato uno sconosciuto. Non avevo mai dubitato delle mie capacità, ma ero preparato all’idea che “il mondo” non le avrebbe mai riconosciute. Quello dei “famosi” sembrava essere un club molto piccolo e molto esclusivo […]. Da un giorno all’altro invece, ero stato ammesso nel club; le firme prestigiose della domenica mi acclamavano come il primo esistenzialista inglese, e assicuravano al pubblico che ero importante almeno quanto Sartre e Camus. E quando giunse voce alla stampa che per un periodo avevo dormito per strada, divenni “maledetto”, oltre che famoso. […] appartenevo a un “nuovo gruppo”, che includeva non solo scrittori, ma personalità di ogni sorta che erano sempre degni di un trafiletto scandalistico, tra cui Elvis Presley, Marylin Monroe, Brigitte Bardot, Arthur Miller […] personaggi che, per un motivo o per l’altro , sembravano incarnare lo spirito dei tempi”. In effetti i giornalisti non devono faticare poi molto a inserire colui che diventerà uno degli scrittori più prolifici (e meno classificabili) del panorama letterario contemporaneo tra i personaggi che iniziano a popolare quel multiforme e caotico universo che sarebbe diventata la “swingin London” degli anni ’60: quando The Outsider (in originale) vede la luce, Wilson non si è limitato a “dormire per strada” (in un sacco a pelo coperto da una cerata, prediligendo i campi ai margini delle periferie): ha alle spalle un congedo dalla RAF ottenuto fingendo di essere omosessuale, diverse relazioni ed un matrimonio fallito, un figlio a carico; ha vissuto di impieghi occasionali, tra cui raccogliere patate, lavorare come operaio alle catene di montaggio di una fabbrica di giocattoli, fare il portantino in un ospedale; ha un romanzo nel cassetto, Riti notturni, a cui lavora da anni e che uscirà nel 1960. Ma soprattutto ha coltivato, quasi ossessivamente, una erudizione letteraria e filosofica profonda e lontana da ogni percorso accademico, nata da una frequentazione metodica e appassionata delle biblioteche, in primis quella del British Museum, ove L’Outsider prende rapidamente forma: “…In quella biblioteca seppi all’improvviso quello che volevo: trascorrere i miei giorni a leggere da mattina a sera. Avevo capito che i libri racchiudono un mondo, ricco e immenso quanto quello reale”. (Colin Wilson, Oltre i sogni - autobiografia di un outsider. Atlantide ed. 2017). È proprio questo percorso che permette, di là dell’aspetto saggistico filosofico-letterario, di leggere il testo come una sorta di raffinata, seppur a tratti prolissa, mappa auto-analitica, costruita a partire dalle condizioni di mancata aderenza ad un modello sociale e di pensiero dominante, in cui l’autore sonda corrispettivi biografici e bibliografici con cui si confronta senza timori reverenziali, alla ricerca di una o più risposte ad un modo di sentire “altro”, in bilico tra necessità di espressione e pericolo di alienazione. Dopo una prima edizione in tiratura limitata e la sua successiva ristampa (1998 copie numerate e stampate su carta di pregio), L’Outsider torna negli scaffali delle librerie per la collana “Blu Atlantide”. Il regista irlandese Jason Figgis ed il produttore inglese John West hanno lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma “Indiegogo” per la produzione di Colin Wilson: his life and times, un documentario in due parti sulla vita e le opere dello scrittore deceduto nel 2013.



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