La babysitter perfetta

Ma cosa diavolo sta facendo Mark? Melissa rimane con il fiato sospeso mentre il marito si arrampica sul cancello e sparisce dalla sua vista. Pochi minuti prima lo ha visto correre verso l’edificio incendiato che si trova quasi di fronte a casa loro. Il fuoco è stato domato, ma non è affatto prudente avvicinarsi alla casa. Mark, tuttavia, ha sentito il miagolio di un gatto spaventato e, seguendo il proprio istinto, non ha esitato a scavalcare il cancello del giardino. Melissa, tenendo la piccola Evie - sei settimane - nell’incavo del braccio e la scalpitante Poppy - sette anni - per mano, ha assistito con apprensione a tutta la scena e, quando la figlia maggiore le sfugge di mano per rincorrere il padre, sente il cuore sobbalzarle nel petto. Per fortuna la proprietaria della casa che ha preso fuoco durante la notte riesce velocemente ad inseguire Poppy, a prenderla in braccio e a riaccompagnarla dalla madre, che le sorride piena di gratitudine. Melissa e Mark si sono trasferiti in quella zona poco prima della nascita di Evie e, fino a quel momento, benché diverse volte avesse pensato di farlo, Melissa non è mai andata a presentarsi alla vicina, quella giovane ragazza che le sembra veramente gentile e disponibile. Mentre le due donne, coalizzate, cercano di dissuadere Poppy dal raggiungere nuovamente il papà – che è un poliziotto e un eroe, ha dichiarato orgogliosamente la bambina alla sconosciuta -, Mark finalmente ricompare con un gatto tra le braccia che, nonostante la brutta avventura appena vissuta, appare docilissimo. D’altra parte, con animali e bambini l’ispettore Mark Cain è sempre tenerissimo. Per la moglie Melissa, invece, quell’uomo è una roccia e rappresenta la sua ancora di salvezza, sempre. Dopo la morte di Jacob, il loro figlio partorito prematuro e non sopravvissuto, Melissa aveva perso la voglia di vivere e, se non fosse stato per le attenzioni del marito, che pur stava soffrendo in silenzio, si sarebbe lasciata andare completamente…

Tutto è chiaro sin dall’inizio nel thriller dell’autrice inglese Sheryl Browne, che svela già nelle prime pagine la personalità contorta di Jade, perfetta babysitter - che entra nella vita dei due protagonisti della storia con un tempismo perfetto e inquietante - nonché l’accuratezza del suo progetto e la crudeltà e l’efferatezza delle sue azioni. Il lettore viene reso partecipe fin da subito del profondo disagio che abita e consuma la mente della giovane ragazza, disagio che ben si cela dietro un sorriso apparentemente sincero, una disponibilità disarmante e una professionalità che non dà adito ad alcun tipo di sospetto. Ecco perché Mark e Melissa - giovane coppia di sposi e genitori di due figlie - rimangono piacevolmente colpiti dall’efficienza di Jade, che sembra un vero e proprio dono caduto dal cielo: le bambine la adorano e la solerzia, le premure e la gentilezza della ragazza spingono i due protagonisti ad affidarle quasi completamente la gestione familiare. Tutto, quindi, sembra perfetto. Ma la perfezione, si sa, spesso è un’illusione e può nascondere strappi e ferite che, nel caso di Jade, sono ancora ben lontani dall’essere cicatrizzati e la conducono inesorabilmente lungo la strada della follia. Il suo piano folle, appunto, ma ben orchestrato spariglia le carte all’interno della famiglia di Mark e Melissa e origina una reazione a catena nella quale, come un domino, le tessere cadono una dopo l’altra in un crescendo di ansia, inquietudine e paura dell’irreparabile. Un romanzo dalla trama non originale ma tutto sommato scorrevole, sebbene la caratterizzazione e l’analisi psicologica dei personaggi non appaia particolarmente approfondita, il procedere della narrazione presenti qua e là qualche imprecisione e la relazione tra la giovane coppia di sposi protagonista della vicenda risulti piuttosto stucchevole e finisca per non essere sempre credibile. Un thriller senza pretese, quindi, da leggere magari quando si è alla ricerca di qualcosa di assolutamente non impegnativo.

 


 

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