La biblioteca di mezzanotte

La biblioteca di mezzanotte

Ventisette ore prima di decidere di porre fine alla sua vita, Nora Seed si trova a casa, in attesa che accada qualcosa a interrompere la solitudine. In effetti qualcosa accade: Ash, un ragazzo che qualche anno prima l’aveva invitata a prendere un caffè, suona alla porta. Ogni tanto le capita di incontrarlo, è incredula e al contempo felice di vederlo; Ash, dopo qualche esitazione, le rivela il motivo per cui si è presentato a casa sua: durante la corsa serale, si è imbattuto nel cadavere del gatto di Nora, probabilmente investito da un’auto. La donna, mentre osserva l’espressione immobile e serena di Voltaire, sente salire dentro di sé un’emozione inequivocabile: invidia. A quattordici anni Nora credeva che sarebbe diventata una nuotatrice professionista. Poi la pressione delle aspettative era così alta da farla smettere. O forse furono tutte le opportunità di cui parlava Mrs.Elm, tutte quelle vite possibili davanti a lei, in attesa di essere scelte e dispiegate. Nove ore e mezza prima di deliberare di uccidersi, Nora viene licenziata. Segue uno sgradevole incontro con un paio di vecchie conoscenze che le ricordano quanto la sua esistenza, così promettente all’inizio, si sia rivelata una serie lunghissima di fallimenti e scelte sbagliate. Chi sarebbe adesso, se avesse preso decisioni diverse? Per fortuna, tra la vita e la morte, c’è una biblioteca...

La Biblioteca di Mezzanotte contiene moltissimi libri, e ognuno di essi racconta una storia alternativa a quella che state vivendo. Ogni libro vi permette di vedere come sarebbero andate le cose se non aveste rinunciato a quel viaggio di lavoro, se vi foste sposati, se... aveste vissuto una vita possibile, diversa da quella che vi trovate a vivere realmente. Alzi la mano chi non desidera la tessera. Nora apre il libro dei rimpianti e ripercorre la sua esistenza – anzi la reinterpreta – alla luce del senno di poi. Che cosa sarebbe accaduto se non avesse lasciato il nuoto? Se avesse perseverato con la musica? Perché ogni minimo cambiamento è in grado di generare una catena di variabili e di bivi, di azioni e reazioni, che inevitabilmente ci conducono su una strada diversa. Migliore? Matt Haig racconta una storia paradigmatica, una favola esemplare, fortemente simbolica e al tempo stesso chiarissima: se non fosse un romanzo, sarebbe un saggio divulgativo di psicologia sul tema della depressione, in grado di alleviare – attraverso il riconoscimento dei sintomi concreti – la solitudine e il dramma di chi si trovi ad attraversare un periodo simile. Matt Haig, scrittore e giornalista, è attivista impegnato attorno ai temi della salute mentale.



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