La donna della domenica

La donna della domenica

Torino, anni Settanta, piena estate. Un architetto dalla carriera non proprio brillante e dalla vita privata travagliata viene assassinato. Il suo corpo, rinvenuto in una mansarda adibita a garçonniere, mostra ferite mortali sul capo; sembra difficile risalire all’oggetto contundente… Dall’altra parte della città, Anna Carla, moglie snob e molto annoiata di un industriale, si intrufola assieme a un amico nelle indagini del commissario, il siciliano Santamaria. Per qualche giorno, l’ordinaria e algida città industriale viene sconvolta dall’omicidio Garrone - così fa di cognome la vittima. Le piste seguite dal poliziotto coinvolgono inizialmente persino Anna Carla, per poi insinuarsi nel giro dei miseri affaretti dell’architetto, fino a portare allo scoperto una serie di intrecci sempre meno banali, che arrivano a coinvolgere due anziane zitelle, vessate dall’invasione di prostitute e relativi clienti nella propria tenuta. In attesa della soluzione del caso, mentre continuano ad accadere fatti misteriosi e colpi di scena, si svela il doppio volto di alcuni personaggi e si delinea un’immagine alternativa dell’intera società torinese, non più così perbene e indifferente…

Brillante e raffinato, è stato probabilmente il primo giallo italiano a diventare un bestseller, amato dai lettori fin dalla sua pubblicazione (1972) e ugualmente apprezzato dalla critica. Con La donna della domenica Carlo Fruttero e Franco Lucentini si cimentano per la prima volta con la forma romanzo, dopo aver lavorato dietro le quinte della scena editoriale italiana, portando al grande pubblico la fantascienza e traducendo importanti autori inglesi. Per questa storia, partono da un luogo a loro ben noto: Torino, ritratta in pieno boom economico, dominata dalla famiglia Agnelli e dai loro emuli nella borghesia capitalista, è molto più di uno sfondo. La trama gialla, infatti, porta il lettore nei meandri più oscuri di quella società. Gli ingredienti del noir ci sono tutti: un delitto, una vittima apparentemente insignificante, la ricerca del movente e del colpevole, lo sbirro, la stravagante platea di testimoni e i depistaggi. Il notevole valore aggiunto, grazie alla penna di Fruttero & Lucentini, è quella critica spietata, eppure divertita, dei tic e delle velleità dei personaggi. Nascono così dialoghi frizzanti - sia eleganti sia nevrotici - e piccoli trattati di sociologia che, a distanza di quasi mezzo continuano a essere citati. Certamente, parte della fama acquistata nel tempo da La donna della domenica è merito dell’omonimo film girato nel 1975 da Luigi Comencini, che ha saputo dare i volti appropriati ad Anna Carla e al commissario: Jacqueline Bisset e Marcello Mastroianni.



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