La grande esposizione

La grande esposizione

Otto è nato nel 1910 in una tenuta agricola dell’Halland di proprietà di un conte e della sua famiglia, tenuta presso cui sua madre era arrivata anni prima come bambinaia dei figli del conte. Quando la donna era rimasta incinta, aveva dovuto rinunciare al suo ruolo di bambinaia, ma le fu concesso di rimanere e le venne assegnata una casetta all’interno della tenuta, per lei e per suo figlio, il piccolo Otto. Alla morte della madre, il piccolo venne affidato ai vicini, lo stalliere e la moglie. Otto amava molto seguire lo stalliere alle scuderie e, proprio lì, è diventato amico inseparabile di Bella, un’asina importata dalla Germania per far compagnia ai figli del conte, ma rivelatasi purtroppo indomabile. Nessuno riusciva a toccarla, ad eccezione di Otto che, a poco a poco, è riuscito anche a cavalcarla. Ecco perché, quando Bella è stata scelta per essere condotta a Göteborg, in occasione della Grande Esposizione, per diventare attrazione nel cosiddetto Paradiso dei Bambini, Otto l’ha accompagnata. Senza di lui, infatti, l’asina sarebbe stata ingestibile. Ellen, intanto, ha presentato la propria candidatura al “Kronan och lejonet”, il “Corona e leone”, il giornale dell’Esposizione che ha pubblicato un’inserzione in cui si ricerca un volontario, una figura femminile capace di osservare con sguardo ridente il lato innovativo dell’Esposizione. Ellen ha sentito parlare della Grande Esposizione per tutta la sua adolescenza. Il padre e i fratelli hanno magnificato in ogni modo ciò che sarebbe stato esposto nel Padiglione della Meccanica e i progetti per celebrare i trecento anni della città con l’Esposizione sono cominciati già ad inizio secolo, per subire poi un rallentamento durante la Prima guerra mondiale. Ellen sente che la richiesta del giornale è rivolta a lei, proprio a lei che sogna da sempre di essere smaliziata, autonoma e non dipendente economicamente da alcuno. Sogna di essere una Donna Nuova, quindi, una di quelle di cui tanto ha letto negli ultimi tempi...

Una città in fermento, una città in cui si lavora senza sosta giorno e notte, in cui si illuminano le vie, si allargano le strade, si realizzano nuove costruzioni che lasciano di stucco gli abitanti, testimoni a bocca aperta di un mondo in bilico tra illusione e magia. Questa è Göteborg nel 1923, mentre si prepara a celebrare i suoi trecento anni con la Grande Esposizione. Marie Hermanson, scrittrice e giornalista svedese nata proprio a Göteborg, offre, nel suo romanzo, uno spaccato assolutamente credibile della città in quei giorni di subbuglio e fervore. Mescolando sapientemente notizie reali e situazioni frutto della sua fantasia, riesce a costruire un giallo piacevolissimo ed accattivante, capace di presentare sotto una diversa prospettiva un personaggio che continua ad incuriosire a ad affascinare: Albert Einstein. Prendendo come spunto il ritardo con cui Einstein arrivò realmente in Svezia - dove era stato chiamato per tenere il discorso per l’assegnazione del Nobel, vinto in realtà nel 1921, senza il quale non gli sarebbe stato possibile riscuotere i soldi del premio - adducendo a vaghissimi “sopraggiunti impedimenti”, la Hermanson riesce a creare una vicenda interessante, dall’intreccio verosimile, narrata da diversi punti di vista: quello della giornalista Ellen Grönblad- giovane ragazza piena di vita che desidera diventare una “Donna Nuova”, più emancipata rispetto al passato, e che per prima scopre le minacce di morte rivolte ad Einstein; quello di Otto - un bambino ai tempi della Grande Esposizione, impiegato nell’area dedicata ai più piccoli insieme al suo asino Bella; quello del poliziotto Nils Gunnarsson e quello dello stesso Einstein - scienziato di larga fama, vittima di diversi attacchi nei suoi confronti, soprattutto ad opera del fantomatico Paul Weyland, causati sia dalle sue teorie scientifiche, sia dalle sue origini ebraiche - che racconta il suo rocambolesco viaggio verso la città. Con le tipiche atmosfere degli anni Venti a fare da sfondo, si snoda un racconto appassionante e a tratti divertente, di cui il famoso scienziato e il suo antagonista rappresentano il fulcro. Una lettura dal sapore antico, ma fresca e scorrevole, assolutamente consigliata.



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