La spia che amava

Le stranezze relative alla sua esistenza risalgono già al momento della nascita. Si narra che Christine Grenville nasca nella tenuta Skarbek nella primavera del 1915 e che il momento della sua venuta al mondo abbia coinciso con la comparsa in cielo di Venere, la prima stella della sera. A questo la bimba deve il suo soprannome di Vespera. Una versione differente della vicenda vede Christine nata nelle terre di confine tra la Polonia e la Russia da una famiglia appartenente alla nobiltà dell’epoca. La realtà dei fatti, invece, si differenzia molto dalle fantasiose narrazioni. Christine nasce il primo maggio del 1908. Il suo papà la chiama “stellina”, un nomignolo tenero che esprime tutto l’amore dell’uomo per sua figlia. Nasce nel centro di Varsavia, che oggi è la capitale della Polonia, ma all’epoca appartenente alla Russia. La Polonia a cui il nostro pensiero fa riferimento oggi non è riconosciuta come nazione quando nasce Christine, ma è suddivisa in tre aeree territoriali, che rispettivamente fanno capo all’Impero Russo, Austro-Ungarico e alla Prussia. La famiglia della nascitura è costituita da patrioti aristocratici, già fedeli a una nazione che come tale vedrà gli albori solo dieci anni più tardi. Christine, quando nasce, è esile e debole, tanto che i genitori, temendo per la sua vita, chiedono al parroco del posto di battezzarla in fretta e furia. In realtà, la bimba sopravvive e riceve un secondo battesimo esattamente cinque anni più tardi a Beczkowice, dove si trasferisce con i genitori. Tale informazione non è riportata negli archivi parrocchiali, perché la Chiesa Cattolica non ammette il doppio battesimo, ma i genitori della bimba, uno cattolico e l’altra ebrea, desiderano da tempo una cerimonia un po’ più bella di quella celebrata alla sua nascita. Due certificati di battesimo con tre date diverse costituiscono l’atto di nascita di Christine. L’atto di morte rinvenuto è invece uno solo e non è altro che un modulo prestampato del Registro Ufficiale del Royal Borough of Kensington e compilato in parte a macchina e in parte a mano. Il nome riportato nel certificato è quello di Christine Granville, professione ex moglie, età trentasette anni. La certificazione è datata 1952 e quello che si sa è che tra il 1908 e il 1952 Christine ha vissuto tra Varsavia e Londra, cambiando nome e cittadinanza, lasciando due mariti e diversi amanti. Ma nulla si sa della sua carriera internazionale di quegli anni...

Clare Mulley in questo La spia che amava fa un ritratto ricco di particolari di Christine Granville, una delle più celebri spie inglesi della Seconda Guerra Mondiale. La Mulley ricostruisce la vita della donna e ne disegna il profilo, raccontando i fatti che l’hanno riguardata e le testimonianze di chi l’ha conosciuta direttamente e ha condiviso con lei momenti ed esperienze. Christine è una donna complessa, a tratti complicata, e l’autrice ricompone la sua storia spulciando tra i documenti conservati negli archivi, attraverso interviste fatte agli amici più cari o a quelli che furono i suoi amanti. Krystina Skarbek è una donna alla ricerca di una sola cosa: la libertà. Bella ed enigmatica, Christine è la spia preferita di Winston Churchill e una grande ammaliatrice di uomini. La Mulley, però, parla dell’agente segreto preferendo basarsi sui documenti e su informazioni dalla comprovata esistenza. E proprio in base ai suoi studi e alle sue ricerche, l’autrice può affermare con certezza che Christine nasce a Varsavia nel 1908 da Jerzy Skarbek e Stefania Goldfeder. La sua famiglia benestante le garantisce un’infanzia serena: si sposa giovane e si trasferisce con suo marito in Africa. Subito dopo l’invasione nazista della Polonia, Christine si reca in Inghilterra e si offre come agente segreto, riuscendo a convincere un governo alquanto restio ad arruolarla. Un libro dalla trama compatta questo La spia che amava, con cui la Mulley consegna al lettore il disegno di una donna forte, coraggiosa, se pur con le sue debolezze, riportando con lei, a galla anche un pezzo di storia. Christine/Krystina ha dato un contributo determinante durante la Seconda Guerra Mondiale all’azione degli alleati, agendo in maniera spavalda e saggia. La donna non viene però descritta solo come fredda e calcolatrice, ma anche passionale e sentimentale, una figura che nulla ha delle caratteristiche femminili di quei tempi. Un personaggio che dona tutta se stessa all’Inghilterra, dalla quale, però, a fine conflitto, è additata come potenziale nemica: viene così respinta la sua richiesta di cittadinanza. La donna muore indigente, in uno squallido hotel londinese, uccisa a coltellate da un pretendente respinto. Un grande lavoro quello della Mulley, conduttrice televisiva e autrice pluripremiata, che con la sua penna scorrevole, semplice e mai banale dona nuovamente vita a una donna la cui storia è rimasta occultata per anni e sconosciuta ai più. La spia che amava è il primo romanzo di Clare Mulley tradotto in italiano. Ha raccolto recensioni entusiaste in diversi Paesi Europei, Inghilterra compresa ed è ormai nota la notizia che gli Universal Studios ne hanno acquistato i diritti cinematografici, proponendo ad Angelina Jolie il ruolo della protagonista.

 


 

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