L'arte di non essere governati

L'arte di non essere governati
"La politica è troppo importante perché sia lasciata nelle mani dei politici". La Grecia classica e la scoperta della politica attraverso il teatro, Socrate e l'avvento della Filosofia politica, l'attualità politica di Platone, la guerra del Peloponneso e il tramonto degli ideali in favore degli interessi, il problema dei rapporti tra dominio e spazialità, Lao-Tzu e Ashoka, Gandhi e la crisi della politica, onore e disonore, storiografia e neurologia, le radici dei concetti di destra e sinistra, da Confucio a Weimar...
La lettura di questo importante saggio è sconsigliata (oppure, se volete, fortemente consigliata) a tutti coloro che considerano eventi come l'italianissima Tangentopoli degli anni '90, i cosiddetti 'girotondi', i V-Day et similia delle feste pagane nelle quali bruciare (ove possibile non semplicemente in effigie) il Re, e non delle tragedie dolorose, delle aberrazioni dalle quali affrancarsi investendo nella politica ancora più amore ed energia. Krippendorff, politologo tedesco di idee progressiste, ha suscitato con questo lavoro un vespaio di polemiche tra gli addetti ai lavori, il che è per certi versi sorprendente. 'Semplicemente' egli sostiene che la deriva pragmatista degli anni '80, che ha instillato nelle coscienze di tutti la percezione della politica come gestione della pubblica utilità con mezzi più o meno disinvolti (e percorrendo l'arco intero delle varie opzioni si può facilmente passare dalla figura dell'abile statista a quella del volgare malfattore), ha creato un danno orribile alla nostra cultura, scavando un solco profondissimo tra la politica e l'etica, e fra le classi dirigenti e la massa dei cittadini. E di conseguenza l'autore auspica e teorizza un approccio morale ed impegnato ideologicamente alla prassi della pòlis: a mo' di exempla virtuosi, pesca (ed è qui la vera peculiarità del libro di Krippendorff) più nel campo dell'Arte che in quello della Politica tout court, analizzando per esempio le rivoluzionarie architetture armoniche di W.A. Mozart o il senso dell'onore di Goethe, facendo notare anche come l'educazione alla fruizione delle opere artistiche sia innanzitutto una educazione alla comprensione del diverso da sé e al conseguente superamento dello status quo. Metà appassionato appello di un innamorato deluso dell'agone politico e metà dotta dissertazione su una quantità inattesa (e forse tanto estesa da risultare leggermente dispersiva e disperdente) di aspetti collaterali al pensiero politico, L'arte di non essere governati può essere il primo vagito di una nuova, antica cultura. Anche i viaggi più lunghi, come si sa, cominciano con un singolo passo.

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