Lo spazio deserto

Lo spazio deserto
Il gatto non risponde a nessun richiamo. La notte è umida e priva di stelle, da qualche parte due gatti si stanno azzuffando con gran fragore. Sposta la sedia ormai fradicia. Esplora il giardino alla ricerca del suo tesorino un po' preoccupata, il fiume sembra placido e silenzioso. D'improvviso distingue la linea dei cespugli in fondo al giardino, una sorta di buio baluardo contro la cappa umida del cielo. Qualcosa si agita proprio alla base dei cespugli. Ecco James il gatto, alle prese con qualcosa di indecifrabile. Ne afferra un pezzo al buio e subito ritrae la mano: sono organi interni sparsi sotto i cespugli del giardino...
Questo romanzo del 2012, fra le ultime opere di un autore britannico ormai di lungo corso (la sua prima pubblicazione fu nel 1966), è parte della cosiddetta Trilogia di Kefahuci Tract insieme ai romanzi Luce dell'universo e Nova swing, già vincitori di numerosi premi letterari. Con i precedenti romanzi condivide personaggi, situazioni e ambientazioni di un futuro sospeso fra Blade Runner e Brazil. In particolare, qui abbiamo una trama che si sviluppa gradualmente partendo dalla più classica delle indagini chandleriane: un misterioso omicidio. Personaggi e ambienti sembrano davvero voler evocare, quantomeno all'inizio, le classiche descrizioni dei mitici romanzi con Philip Marlowe. Atmosfere piovose, personaggi equivoci che vivono ai limiti della legalità, bui vicoli portuali. Tutto ciò si coniuga con una sottotrama ambientata in un presente vuoto e angoscioso, la classica Inghilterra grigia e misteriosa. Lo stile immaginifico e descrittivo è tutto incentrato a presentare i valori umani illustrandone la puntuale assenza. Ottima e originalissima sintesi fra giallo e space opera.

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