Maregrigio

Nel desolato ambiente di Dragona, permeato in modo profondo e inesorabile da mafia, abusi edilizi, ecomostri, mentalità gretta, razzismo, meccanismi familiari incestuosi, superstizione, s’intrecciano le storie, segnate in partenza, spesso dalla più tenera età, di un gruppo di ragazzi (e di una donna adulta). Ezio, Diego e Stefano, tre fratelli adolescenti, hanno esperienze in questo senso particolarmente emblematiche: il primo ha tendenze omosessuali spiccate, che però non può assolutamente mostrare in casa per via del padre recisamente omofobo e di fratelli che non capirebbero o, peggio, farebbero la spia; Diego è affamato di vita e di rischio, ma in modo violento e non rispettoso di nulla e di nessuno; Stefano è il più sensibile e mite, ma è pressoché integralmente succube del fratello, che segue ciecamente anche nelle avventure più illecite e pericolose. Poi c’è Teresa, una ragazza costretta dal padre a prostituirsi già appena adolescente, alla morte della madre anch’essa prostituta e che il padre violenta sin dai dodici anni di età: “maschiaccio” prigioniero in un corpo di donna, la ragazza aspetta il momento giusto per tentare una disperata fuga. Infine Marisa, la madre dei già citati tre fratelli, che, senza destare sospetti almeno per un certo periodo, è l’amante di un ragazzo loro conoscente, appena sedicenne, dal quale ottiene almeno qualcosa di tutto ciò che non trova più (dolcezza, presenza, sensibilità) da molto tempo nel marito…

La prosa di Restivo è decisa, scarna, ficcante; non calca sul male e sulla negatività con aggettivi esagerati o sensazionalismi, perché il male è già sin troppo forte nei fatti narrati. Il suo libro ha come protagonista reale l’ingiustizia sociale, vuole denunciare che anche nel 2020 basta nascere in determinati luoghi e, in un modo o nell’altro, si è segnati per sempre, perché si è persa anche la capacità di immaginare, di sognare un mondo diverso e migliore. Nonostante l’indubbia abilità di scrittore di Restivo, già più volte premiata, l’opera è talmente “forte”, così densa di avvenimenti duri da tollerare anche ad una semplice lettura nelle sole 165 pagine da cui è costituito, da non poter essere, per forza di cose, un libro “per tutti” e da tutti apprezzabile. Resta però la curiosità di conoscere altro dell’autore, come detto indubbiamente meritevole e per di più ancora molto giovane; i titoli delle opere sinora pubblicate vertono principalmente su tematiche inerenti l’attivismo LGBT, ma non si dubita che l’autore sia in grado di risultare del tutto coinvolgente anche alle prese con la pura fiction.

 


 

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