Metallo urlante

Africa, lontano futuro. I mezzi corazzati dell’Euroforce, scortati dalla quindicesima semibrigata della Legione Straniera, sferrano l’attacco finale alla caverna di Kitum. I feroci guerrieri che la difendono non hanno speranze contro le potenti armi elettromagnetiche dell’Euroforce: le componenti di metallo dei loro corpi vengono deformate e fuse, devastando le parti in carne e gli organi interni. Anche gli attaccanti hanno corpi biomeccanici: tutta l’umanità ha dovuto rimodellarsi in seguito ad una spaventosa epidemia di Marburg-HIV: il virus nato da questa fusione decompone organi (soprattutto quelli genitali) e arti, che vanno sostituiti con innesti di metallo legati alla carne da chitina estratta dal carapace degli insetti… Barcellona, lontano passato. L’inquisitore Nicolas Eymerich assiste con un vago senso di piacere al rogo dei ventidue eretici che ha fatto condannare. Ma non può fare a meno di notare che accanto a lui c’è solo il Conte De Luna e tre Consoli del Mare di basso lignaggio, nessuna traccia del vescovo della città catalana, per esempio, che peraltro ha fatto sapere che – su suggerimento del vescovo di Lerida – vorrebbe liberi due sospetti negromanti che Eymerich sta interrogando proprio in questi giorni. Il giudeo Astruch da Biena e un suo giovane amico, anzi – orrore! – amante del quale l’inquisitore ancora non conosce il nome sono rinchiusi da una settimana in isolamento in celle riempite di scorpioni e ragni. Questo espediente dovrebbe “ammorbidirli” e farli confessare… 1870 circa. Pantera arriva nella cittadina di Tucumcari. Il solito saloon, il solito bordello, il solito emporio, il solito ufficio dello sceriffo, le solite strade fangose. L’unica cosa insolita è la minaccia che grava su quel luogo, la stessa minaccia che ha spazzato via le cittadine intorno: i locali li chiamano Cowboys from Hell e sono… è difficile dirlo. Fantasmi? Demoni? Dieci cavalieri giganteschi che sembrano fatti di pietra scura e galoppano senza toccare terra e all’improvviso piombano sulle città della zona distruggendole e massacrando chiunque si para sulla loro strada. Pantera, che è un pistolero ma soprattutto un “mayumbero”, è stato convocato a Tucumcari per “esorcizzare” quelle creature, per togliere la maledizione. In cambio per lui, se ci riesce, ci sono 100.000 dollari, una fortuna…

È il 1998 quando Valerio Evangelisti sforna questa antologia di quattro racconti lunghi assolutamente decisivi per la sua produzione letteraria successiva, un vero e proprio snodo dal quale si dipanano i cicli narrativi che faranno la sua fortuna di scrittore (e la nostra di lettori). Da cosa nasce Metallo urlante? È lo stesso autore a spiegarlo in una vecchia intervista: “La mia passione per la musica heavy metal, e in particolare per il sottogenere detto trash metal; l’ammirazione per i disegnatori della rivista “Métal Hurlant”; e la lettura di un articolo su “Le Scienze”, relativo ad esperimenti per creare varianti di metallo capaci di reagire agli stimoli. Ho combinato le tre cose”. L’omaggio al metal si concretizza innanzitutto nei titoli di ogni racconto, esplicito tributo a quattro band mitiche: Venom, Pantera, Sepultura e Metallica. Le trame però nulla hanno a che vedere con la musica: Venom è al tempo stesso una distopia science-fiction che manderebbe in sollucchero David Cronenberg e H. R. Giger e la storia di un complotto per uccidere il Re di Spagna contagiandolo con l’HIV ai tempi dell’Inquisizione; Pantera è una ibridazione in salsa Palo Mayombe di Mezzogiorno di fuoco e Il pianeta proibito; Sepultura è la versione necromantica di un classico racconto di fuga dal carcere, in questo caso brasiliano; Metallica infine è la descrizione di un futuro da incubo in cui è in corso una sanguinosa guerra senza fine e senza pietà tra bianchi cristiani e neri musulmani. A fare da filo conduttore, il metallo. Ma non quello di Hetfield, Kronos, Cavalera o Anselmo: un metallo inumano eppure umano, inorganico eppure vivo, moderno eppure arcaico. Un metallo urlante.



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