Molto amore per nulla

Viola non è per nulla una seguace dei diktat del “fashion a tutti i costi” e non è nemmeno una fan dello shopping più sfrenato. Anche se vive a Milano. Ha un guardaroba pieno di vestiti per l’ufficio (o per il tempo libero), ma quando riesce a sporcarsi anche l’ultima camicetta si rende conto di non essere passata dalla lavanderia a portare tutte le altre, ugualmente sporche. Così adesso ha poco tempo prima di essere definitivamente in ritardo e soprattutto non ha nulla da mettersi. Tutto per lei è bianco, grigio, marrone o nero, i suoi capelli sono corti, il gusto nel vestire classico: per gli uomini che incontra non appartiene nemmeno al genere femminile! Questo non significa certo che non abbia avuto amanti, ma alla prima occasione l’hanno talmente delusa da metterci un sacco di tempo per superare la botta dell’essersi innamorata, illusa, dedicata, affidata a certi idioti. Così da circa un anno ha una sola priorità: il lavoro nel suo studio, un valore per se stessa e per i suoi clienti. E proprio perché l’imperativo è lavorare, lavorare, lavorare, non ha tempo nemmeno per portare le sue camicette in lavanderia. Alla fine sceglie un dolcevita grigio che con il completo nero è perfettamente intonato, in barba alle sue camicie sporche. Alle sette e dieci è in ufficio, che ha raggiunto in bicicletta, perché ormai a Milano ci si sposta solo così, si prepara un caffè nero e quasi senza zucchero, si siede sulla sua poltrona e accende il computer per leggere email e giornali. È un legale e nella sua professione essere informati è d’obbligo, soprattutto sulle nuove normative. Alle otto e un quarto arriva Marta, la sua segretaria, che le porta la posta...

Un romanzo a due voci, quella di lei e quella di lui, pensieri compresi. Lei, Viola Brunello, avvocato, intelligente, dura, che non si ferma davanti a niente, ma che non si fa nemmeno convincere da nulla: in una sola parola una tipetta “scafata”, anche per le dolorose esperienze precedenti. Lui, Lorenzo Vailati, il più classico dei “piacioni”, che pur di arrivare dove vuole, nel lavoro e negli affari, non esita a mettere in campo il suo bell’aspetto, a giocare la carta dell’uomo che sa come prendere una donna e che non deve chiedere mai, tra sorrisi e battiti di ciglia, oltre ai più classici mazzi di fiori (poco originale, però, nello specifico, il mazzo di tulipani viola, dato il nome di lei). Intorno a loro due tutta una schiera di “satelliti” che a vario titolo sembrano tramare affinché i due abbiano continue occasioni di incontro. A questo va aggiunta la verve nel descrivere la situazione, ma anche la capacità di mettere in bocca a entrambi battute al vetriolo, sul filo dell’ironia che è tipica dell’autrice, Anna Premoli, la quale si legge sempre con molto piacere e con il sorriso costante stampato sulla faccia. Proprio la giusta medicina per allontanare stress e stanchezza, nel momento in cui si decide di mettersi sul divano con un libro da leggere. Tra le tante cose, divertente tutto quello che è relativo ai dialoghi, ivi compreso lo scambio fra donne (e pure di diverse età), in merito alla valutazione degli uomini, dei meriti, dei sorrisi, della bellezza, fondoschiena compreso. E quest’ultima valutazione acquista maggiore intensità quando viene messa in bocca a una ottantatreenne!

 


 

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