Non abbiate paura

Non abbiate paura

Durante la prima ondata della pandemia da coronavirus, nei parchi pubblici di Londra apparirono dei cartelloni con la scritta: “Quando tutto questo sarà finito, che mondo diverso vorresti vedere?”. Uno dei commenti lasciati dai passanti recitava: “Voglio essere ascoltato”. L’avvento della rete Internet e dei social media ha portato con sé la grande promessa di dare a tutti la possibilità di esprimersi, rendendo più facile l’accesso al mondo della cultura e dell’informazione, mettendo la conoscenza alla portata di tutti e creando nuovi strumenti di democrazia diretta. Come è possibile, allora, che così tante persone si lamentino oggi per il fatto di essere inascoltati, se non del tutto ignorati, da coloro che detengono il potere? E quale scelta rimane a chi si sente escluso da tutto, se non quella di trovare riparo e protezione nel senso della propria identità perduta, in un “narcisismo di gruppo” che non fa altro che alimentare la contrapposizione tra un “noi” visto come l’unica fonte di sicurezza e un “loro” considerato come la radice di ogni male? È ancora possibile trovare il modo di dare risposte al senso di profonda disillusione che sta contaminando come un germe parti sempre più grandi delle nostre società? Cosa possiamo fare per evitare che l’ansia si trasformi in rabbia cieca?

Elif Shafak è nota al grande pubblico principalmente per i suoi romanzi, come La bastarda di Istanbul e I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo. In questo Non abbiate paura la scrittrice turca si rifà al suo background accademico di scienziata politica e alla sua esperienza personale, che l’ha vista anche subire un processo per “attacco all’identità turca”, per realizzare un pamphlet che affronta di petto i temi dell’intolleranza e dell’identità culturale. Il sottotitolo di questo agile saggio, che riprende il titolo inglese originale, recita Sfidare l’intolleranza sarà il nostro atto di coraggio. Per restare uniti in un mondo diviso, e sintetizza in modo molto efficace le intenzioni dell’autrice. Inframmezzando il tessuto della sua riflessione con spunti tratti dalla sua vita, che l’ha portata a nascere in Francia, crescere in Turchia, vivere a lungo tra Spagna e Stati Uniti per approdare alla fine a Londra, la Shafak ci indica la via per riuscire ad attraversare le contraddizioni del nostro tempo senza temere la complessità, ma anzi facendo di essa il nostro alleato per trasformare le nostre emozioni, anche quelle negative, in spinte per realizzare un cambiamento profondo delle nostre società e del nostro mondo di vivere. Un aiuto tanto più prezioso in un tempo segnato da una pandemia che rischia di acuire il senso di smarrimento e di ansia di molti, gettandoli sempre più tra le braccia di politici opportunisti che offrono soluzioni di stampo populista tanto semplici quanto pericolose. La foto è di Zeynel Abidin e concessa con licenza Creative Commons.

LEGGI L’INTERVISTA A ELIF SHAFAK



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