Ti regalo le stelle

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La chiesa di Baileyville è impregnata di odore di sapone alla soda caustica e di profumi stantii che emanano dall’assembramento di corpi avvolti in eleganti completi estivi. Alice, appiccicata a Bennett, che si fa largo a fatica lungo le file di posti stipati, riesce a percepire il calore di ciascun corpo. Quando Bennett raggiunge finalmente due posti vuoti, Alice si siede, le guance rosse di imbarazzo, ignorando gli sguardi delle persone intorno. Bennett, suo marito, le ha appena fatto notare, con una certa disapprovazione, che non si è neppure cambiata per partecipare alla funzione, ma a lei sembra di non avere mai tempo, impegnata com’è a seguire il marito in quelli che le sembrano null’altro che tediosi passatempi: chiesa ed incontri, incontri e chiesa. E dire che le era stato detto che la vita matrimoniale sarebbe stata una fantastica avventura, un viaggio verso una nuova terra. Dopotutto, lei, giovane inglese, ha sposato, al culmine di una serie di eventi casuali ad onor del vero, un americano: nuovi cibi, nuove esperienze, nuove culture. Si era più volte immaginata, prima del matrimonio, a New York, in ristoranti vivaci su marciapiedi affollati. Nessuno le aveva detto, invece, che il matrimonio avrebbe comportato così tante chiacchiere inutili con anziane zie, così tante e noiose sessioni di rammendo e così tanti soporiferi sermoni. Inoltre, per dirla tutta, Baileyville è quanto di più diverso da New York si possa immaginare, con la sua manciata di edifici in mattoni e le strade strette che sembrano svanire nel nulla; se si impegna, Alice riesce a cogliere una certa bellezza ruvida nel paesaggio, ma tutto il resto, a partire dal fatto di dover convivere con il suocero, l’invadente e dispotico Mr. Van Cleve, le è praticamente intollerabile. La vita nella grande villa bianca è soffocante, la governante Annie è pressoché muta e la tratta con sufficienza, Bennett non contraddice mai il padre ed è veramente difficile stringere amicizia con chiunque nel villaggio. Forse l’unica via di uscita è prendere parte al progetto, di Mrs Brady e Miss Margery O’Hare, di creare una sorta di biblioteca itinerante che consenta di distribuire libri, quindi istruzione e cultura, anche negli angoli più impervi della zona. E, per le consegne, occorrono volontarie, che siano in grado di cavalcare…

Ambientato negli anni Trenta, durante la Grande Depressione, in un angolo di America a cavallo tra il vecchio west e la modernità nascente, l’ultimo romanzo di Jojo Moyes – completamente diverso da Io prima di te, romanzo del 2012, da cui è stato tratto anche un film di successo uscito nel 2016, che ha reso l’autrice inglese estremamente nota anche al pubblico italiano – descrive le vicende di cinque donne che coraggiosamente decidono di abbracciare il progetto della WPA Packhorse Library, una biblioteca ambulante. Il progetto, realmente esistito, era parte del piano di rinnovamento sociale voluto da Eleanor Roosevelt, con l’obiettivo di diffondere la cultura anche nelle zone più povere e meno accessibili del Paese. Dal momento in cui le cinque “bibliotecarie a cavallo di Baileyville” si impegnano nel progetto, che è molto più di un semplice lavoro ma diventa una vera e propria missione per certi versi piuttosto sovversiva, la loro vita è destinata a cambiare per sempre. Sono cinque donne coraggiose, che cavalcano in solitaria dall’alba al tramonto, sfidando il vento, le insidie del bosco e dell’inverno, per portare libri in prestito a chi vive sui monti. Libri che possono lenire il senso di solitudine di chi ha fatto di una quotidianità scandita unicamente da doveri e lavoro il proprio vissuto; libri che possono condurre per mano verso nuove consapevolezze; libri che possono svegliare le coscienze e portare nuove conoscenze; libri che possono combattere il pregiudizio; libri che possono rendere liberi. Alice, Margery, Sophia, Izzy e Beth, pur diversissime tra loro, sono, ciascuna a modo proprio, ribelli ed anticonvenzionali, incuranti del giudizio altrui ed accomunate dal forte bisogno di sentirsi libere e di regalare, attraverso i libri, la stessa opportunità di indipendenza a tutti. Accanto ad una bellissima storia di amicizia e di amore, quindi, si fa strada una potente denuncia contro il sessismo, il razzismo, il pregiudizio, il bigottismo, nonché un omaggio alla forza delle donne ed al potere della lettura e dei libri. Ed infine una vera e propria dichiarazione d’amore ad un paesaggio maestoso ed aspro, imponente, pericoloso e bellissimo.



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