Tutto accade per una ragione

Tutto accade per una ragione

Quando l’hostess la sveglia, toccandole il braccio e ricordandole di prendere i suoi effetti personali, Andrea si accorge di essersi addormentata stringendo tra le mani la lettera che le ha scritto la madre prima di morire. Andrea l’ha già letta un milione di volte e ha capito che ciò che la donna le ha lasciato, il suo tesoro, può trovarsi solo lì, in Irlanda, luogo delle sue origini, sepolto sotto una coltre di polverosi ricordi. Ecco perché si è finalmente armata di coraggio e ha deciso di tornare in quell’isola, per scoprire una volta per tutte ciò che la madre le ha voluto lasciare: che si tratti di un diario, un video, una ricetta o un orsacchiotto poco importa. Di qualunque cosa si tratti, è fondamentale per Andrea scoprirlo. Certo che gli indizi di cui dispone sono pressoché nulli, se si esclude la carta sulla quale la madre ha scritto. Si tratta della carta intestata del quotidiano “Irish Times”, il giornale del quale la donna è stata per tanti anni direttrice. L’indirizzo, in alto a destra nella lettera che Andrea sta osservando per l’ennesima volta, è stato cerchiato a penna, proprio dalla madre, forse per indicarle che è da lì che la ragazza deve partire. Deve recarsi presso la sede del giornale e consultare gli archivi cartacei. Solo così potrà trovare quello che sta cercando. Prima di partire, ha inviato una mail al nuovo direttore, un certo Nick Garnett, che le ha mandato una laconica risposta nella quale la informava che l’archivio non è aperto al pubblico. Piuttosto ingenuo, il signor Garnett, se pensava che Andrea si lasciasse dissuadere così semplicemente dal portare a termine la sua ricerca. È una ragazza abituata ad affrontare le difficoltà e anche questa volta non sarà diverso; neppure il timore di tornare dopo così tanti anni a Dublino l’ha fermata. Recupera lo zaino dal vano portaoggetti, percorre il corridoio dell’aereo e si affaccia sulla scaletta: una ventata d’aria le scompiglia la chioma rossa e la inonda di ricordi. Manca da dieci anni ma riconosce immediatamente quel luogo. È a casa...

Buona la terza, così come la seconda e la prima! Anna Dalton torna in libreria per raccontare il terzo e ultimo anno al Longjoy College - prestigiosa università per aspiranti giornalisti situata nei pressi della magica Venezia- della protagonista della sua storia, Andrea Doyle, e dei suoi compagni di corso e di vita. E lo fa con lo stile fresco e accattivante che già aveva caratterizzato i due lavori precedenti. Un anno intenso quello di Andrea, fatto di studio “matto e disperatissimo”, di amicizie, di contrattempi, di mancanze, di sorprese, di dispetti a gamba tesa, di amori. Un anno fatto soprattutto di scelte, perché si sa, una volta terminati gli studi ed abbandonata la bolla di protezione rappresentata dall’università, quella cui si va incontro è la vita vera, nella quale si deve rischiare e magari sbagliare, ma essere responsabili delle proprie scelte e delle conseguenze che ciascuna di esse inevitabilmente comporta. Andrea è cambiata molto durante gli anni di permanenza al College, ma non è cambiata la grinta che da subito l’ha contraddistinta; non è cambiata la sua goffaggine; non sono cambiate alcune sue paure e, soprattutto, non sono cambiati i suoi sogni: diventare una giornalista di successo e scrivere, scrivere sempre, come la incitava la madre fin da quando era piccola. E per farlo, occorre perseverare, insistere, tenere gli occhi puntati sull’obiettivo - sacrificando magari qualcosa pur di trovare il proprio posto nel mondo - e mettere in conto che non tutto possa andare esattamente come previsto. E sono proprio la mancanza di certezze assolute e il continuo interrogarsi su ogni decisione a fare di Andrea - e dei suoi compagni di viaggio, ciascuno di essi chiamato ad affrontare importanti cambiamenti - un personaggio assolutamente reale, imperfetto e proprio per questo assolutamente credibile. Una terza prova superata alla grande per la Dalton, che mostra al lettore, attraverso uno stile semplice ma tutt’altro che banale e superficiale, il suo grande amore per le parole e la scrittura, oltre che fargli omaggio di una bellissima dichiarazione d’amore nei confronti della magica Irlanda, sua terra d’origine, quella in cui, alla fine di ogni arcobaleno, si nasconde una pentola d’oro, per raggiungere la quale la parola d’ordine è una sola: mai abbassare la guardia.



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