Un giorno uno di noi

Un giorno uno di noi

Quando Graziano, neolaureato che lavora in un bar di Torino per mettere da parte qualche soldo, sente che un cliente gli sta rivolgendo la parola, fatica a crederci. Eppure Edoardo, questo il nome dell’uomo, sta parlando proprio con lui. Ha un modo stano di approcciare: gli chiede se sia mai stato in America, perché quest’oggi sia così pensieroso e, infine, se può fermarsi cinque minuti al suo tavolo dopo il turno. Graziano accetta, così si ritrova al tavolo con questo sconosciuto, che lo sottopone a un vero e proprio interrogatorio: cosa ha studiato, perché lavora qui, è a nero o ha un contratto, gli piace il lavoro, cosa vuole fare a settembre. Il ragazzo risponde educatamente a tutte le domande, finché Edoardo non decide finalmente di passare all’attacco. Vuole offrigli un lavoro. Che poi in realtà non è un vero e proprio lavoro. In sostanza, Edoardo vuole andare in America per un mese – agosto – e ha bisogno di qualcuno che lo accompagni. Ha deciso di attraversare gli Stati Uniti da est a ovest in automobile e per fare questo ha bisogno di qualcuno che si alterni con lui alla guida. Ovviamente – Edoardo rassicura Graziano – il ragazzo avrà vitto e alloggio pagati più uno stipendio di sicuro superiore a quello che prende in quel bar. Però Graziano non ha molti giorni per decidere, perché ad agosto non manca poi molto e c’è bisogno di avviare le pratiche per ottenere il passaporto...

Torinese, trapiantato a Bruxelles e innamorato degli Stati Uniti. Basterebbero queste poche parole per descrivere Giancarlo Pastore e, di conseguenza, Un giorno uno di noi. Ma qualche aggiunta va per forza fatta. Innanzitutto Giancarlo Pastore non è nuovo alla narrativa, anzi. Nel 2003 ha pubblicato il suo primo scritto, Meduse, che è stato tradotto negli Stati Uniti e ha proseguito con Regina e Io non so chi sei, una raccolta di racconti vincitrice del Premio Cocito. Un giorno uno di noi è tuttavia forse il libro che più lo rappresenta. In esso ci sono infatti Torino, gli Stati Uniti e una storia d’amore: la prima cosa in misura minore (un piccolo omaggio dell’autore alla sua città natale) rispetto alle altre due. Negli States l’autore ha infatti vissuto e lavorato per diverso tempo: il coast-to-coast corrisponde a un viaggio compiuto da lui e il suo allora compagno nel 2008. È esattamente identico, tappa per tappa, tanto che Pastore stesso ha ammesso di essersi portato un taccuino per potersi annotare le sensazioni, i rumori, i sapori e gli odori che avrebbe incontrato durante la sua vacanza. In Un giorno uno di noi c’è infine la storia d’amore tra Graziano – ragazzo timido tormentato dal suo passato – ed Edoardo, giovane ricco ma pieno di misteri, i protagonisti attraverso i cui occhi si viaggia e si visita l’America. I personaggi sono però in fondo un pretesto per indagare sensazioni, emozioni e stati d’animo man mano che il viaggio procede, perché in questo, più che nella descrizione di paesaggi, l’autore riesce molto bene, come si evince dal risultato finale.



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