Vicinanza pericolosa

Vicinanza pericolosa
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Tutti definiscono bella Ness, quella giovane donna con i capelli biondi che sembrano suddivisi a ciuffetti e le venuzze azzurre ben disegnate sulle tempie. Ma ha le borse sotto gli occhi quando Connie la incontra per la prima volta al parco. Tutta colpa della stanchezza, del resto i figli tolgono tanta energia. Quel pomeriggio Connie è in netto ritardo nel prendere sua figlia Annie da scuola. Trova la bimba seduta sulla panchina, da sola, con in mano un bastoncino. La mamma ritardataria cerca di prendere fiato, interessandosi proprio a quel bastoncino che la bimba chiama “papavero”. Ne ha di fantasia la piccola Annie e Connie riconosce di non saper essere curiosa come lo sarebbe stato suo marito Karl di fronte a quella stramba creazione della bimba. Un papavero creato in memoria di tutti i soldati caduti in guerra! Ecco l’idea venuta alla mamma educatrice, quando si accorge che Annie non sa proprio perché ha modellato quell’invenzione. “Sono caduti e si sono fatti male?”: quella bimba a volte sa essere di una dolcezza disarmante, tanto da meritarsi una succulenta merenda a base di Smarties e una capatina al parco. Ed è qui che Connie e Ness casualmente si incontrano. Le loro bimbe, Annie e Polly, inizialmente litigiose, stringono un’immediata e simpatica amicizia. Così, un po’ per necessità un po’ piacere, le due mamme iniziano a chiacchierare. Ricorda ancora Connie quando ha sentito per la prima volta la voce di Ness: bella, ma fastidiosa allo stesso tempo. Che strana sensazione! Intanto la conoscenza procede; le due donne scoprono di essere vicine di casa – la strana percezione di Connie si fa sempre più forte – scoprono di avere la passione per la scrittura che le accomuna – in realtà Connie lo fa per lavoro, Ness per passione e ancora l’inspiegabile fastidio aumenta – e scoprono di avere gusti simili in fatto di profumi – e qui il cruccio della donna si ingigantisce a dismisura. Le presentazioni proseguono: “Piacere, Ness”, “Molto lieta, Connie”. La prima parla di sua moglie, la seconda di suo marito. Sembra essere passato tanto, tantissimo tempo da quell’incontro. Certo sei anni non sono pochi e la Connie di quel giorno non c’è più. Oggi esiste un relitto di donna, con ustioni sul corpo, pochi ciuffi di capelli, rinchiusa in una clinica psichiatrica e che tutti chiamano “la mammina assassina”…

Un romanzo dalle intense emozioni Vicinanza pericolosa di Natalie Daniels, una storia di donne, personaggi indimenticabili e potenti. Connie con la sua vita stracciata dal tradimento e dalla malattia mentale, Ness così apparentemente sicura di sé, spadaccina del sesso e della società, ma che in realtà fa fatica a trovare il suo posto nel mondo e infine Emma, la psichiatra, con la sua brillante carriera e il suo segreto paurosamente doloroso. Donne che con la loro forza e la loro fragile umanità segnano in qualche modo l’una il destino delle altre. Connie e Ness si incontrano, si affezionano, diventano l’una parte dell’altra, l’una compensazione dell’altra, dando vita, inconsapevolmente (o consapevolmente?) a un rapporto distruttivo. La devastazione può forse essere sinonimo di rinascita? Se lo chiede Emma, che si ritrova suo malgrado a confrontarsi con Connie, che nella sua follia, sembra toccare, se pur delicatamente, i suoi punti più deboli e riuscire ad accarezzare le sue emozioni più forti. Natalie Daniels è lo pseudonimo di Clara Salaman, attrice e sceneggiatrice inglese, che nella scrittura, proprio come nella recitazione, dimostra la sua bravura e la sua sensibilità nei confronti dell’universo femminile. Colpisce molto il suo stile, sobrio e tagliente, carico di vive sensazioni. Un libro scritto bene, nel quale l’autrice dà voce a Connie, vittima e carnefice, e lo fa attraverso le sue confessioni, con parole che mettono a nudo l’animo di chi ha creduto nell’affetto disinteressato. L’autrice non guarda mai la storia da un punto di vista giudicante, non colpevolizza e non fa a pezzi gli errori e le imprudenze, rimanendo così, sempre al di sopra delle parti. Vicinanza pericolosa è il romanzo che parla di amicizia, malattia mentale, tradimento, bugie e inganni e narra soprattutto di amore, quell’amore apparentemente sano, ma profondamente malato. Sono svariati, quindi, gli spunti di riflessione che offre e soprattutto è lo specchio in cui ognuno di noi può ritrovare un pezzo di sé.



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