Selma Lagerlöf: favola e orgoglio

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Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf nasce nel maniero di Mårbacka nella Sunne, la terra dei laghi nella contea centro-occidentale del Paese, il Vӓrmaland. È un gelido 20 novembre 1858. La dimora in cui cresce è un’antica residenza edificata nel 1793, assegnata al padre, il luogotenente Erik Gustaf Lagerlöf, come vicariato. A causa di una malattia all’anca trascorre un’infanzia difficile, costretta a lunghi ricoveri e afflitta da una zoppia limitante. I lunghi periodi di immobilità la spingono a rifugiarsi nei libri, sviluppando la sua indole di bambina riflessiva e silenziosa. Sua madre, Louise Wallroth, le sta accanto leggendole fiabe, altrettanto fa la nonna e Selma scrive poesie – mai pubblicate – per sfogarsi. Nel 1885, deceduto il padre affetto da grave alcolismo, la tenuta passa nelle mani del fratello Johan che perde l’intera proprietà a causa della bancarotta e fugge in America abbandonando il resto della famiglia. Pare che le scelte sbagliate accompagnino negli anni gli uomini di casa Lagerlöf. Per Selma lasciare il suggestivo maniero e il parco circostante è un grande dolore, il rimpianto la tormenta negli anni successivi.




Frequenta a Stoccolma l’HSL, un prestigioso seminario che forma gli insegnanti per la scuola superiore, il primo in Svezia ad accogliere donne. Sovvenzionato dallo stato, il seminario accoglie giovani donne da formare e inserire nell’ambito dell’insegnamento grazie all’influenza del romanzo Hertha, di Fredrika Bremer, scrittrice e attivista per i diritti femminili in Svezia. Nei dieci anni successivi Selma insegna nella città di Landskrona, nella Svezia meridionale, in una scuola per fanciulle. Questo è il periodo di maggiore sviluppo creativo, gli anni in cui tutte le suggestioni dell’infanzia, i racconti letti e le leggende narrate in famiglia fanno germogliare quella che diventa la sua opera d’esordio, la sua consacrazione letteraria: La saga di Gösta Berling. A cui il cinema muto rende omaggio con una pellicola del 1924 dal titolo I cavalieri di Ekebù. L’opera trae ispirazione dalle antiche saghe svedesi, ma in chiave contemporanea all’autrice che si ispira a Kalle Frykstedt - vivace figlio di un predicatore di Sunne di cui il padre le aveva spesso narrato - per il personaggio di Gösta. La scelta, ammette Selma in un racconto pubblicato nel 1921, causa un certo fastidio alla zia Nana, severa moglie del vicario di Karlskoga, la quale è turbata dalla disdicevole descrizione degli abitanti del Vӓrmland, ma la scrittrice dichiara con ironia: “Donne e uomini dei vecchi tempi avete un bel negarlo, ma eravate tali e quali io vi ho visti in un lungo sogno”.

Gli anni successivi sono ricchi di grandi novità. Oltre ai primi riconoscimenti letterari grazie alla celebre saga, giunge per Selma anche un incontro significativo. Nel 1894, pubblica la fiabesca raccolta di racconti Legami invisibili e conosce Sophie Elkan, traduttrice e scrittrice, con cui ha nel corso degli anni un rapporto forte, ma anche ricco di contrasti sia sul piano letterario che su quello affettivo. Nonostante la stima reciproca le due autrici non condividono le scelte stilistiche l’una dell’altra e lo ammettono senza mezzi termini. Il loro frizzante carteggio epistolare verrà pubblicato per la prima volta nel 1993. Selma e Sophie viaggiano insieme e visitano l’Italia e la Palestina, condividendo importanti esperienze. A minare il loro rapporto entra in gioco nel 1897 la volitiva Valborg Olander, insegnante e attivista del movimento delle suffragette, incontrata nella città di Falun, che molto ha in comune con la scrittrice svedese e ne diventa l’assistente. La gelosia della burrascosa Sophie non sarà facile da arginare. Nello stesso anno Selma dà alle stampe il romanzo I miracoli dell’Anticristo, ambientato in Sicilia. La situazione economica in questi anni migliora. Ottiene fondi dall’Accademia Svedese e dalla famiglia reale per svolgere ricerche per la stesura dei suoi nuovi romanzi e, seppur a malincuore, nel 1895 rinuncia all’insegnamento per concentrarsi completamente sulla carriera di scrittrice. Nel 1900 si reca a Gerusalemme per frequentare una colonia di profughi americani e sviluppare l’opera che verrà pubblicata nel 1902 col titolo, appunto, Jerusalem. Continua a scrivere racconti con temi biblici, in particolare dedicati al Natale e alle sue atmosfere e nel 1904 esce la raccolta Il libro di Natale. Questi sono gli anni in cui si dedica a quella che è forse la sua opera più conosciuta e amata, dedicata ai giovanissimi. L’idea nasce intorno al 1902, quando l’Associazione svedese degli insegnanti le commissiona un testo di geografia per le scuole. Con perizia e la sua instancabile fantasia, Selma dà vita al personaggio più amato dai bambini svedesi, grazie al libro Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson. Il bambino viene ridotto alle dimensioni di un pollice da un folletto e viaggia per la Svezia in groppa a un’oca, questo permette alla scrittrice di unire alle avventure di Nils nozioni geografiche e fatti storici, facilitando l’assimilazione delle informazioni agli studenti. Il libro è stato tradotto in oltre trenta Paesi, ne è stato tratto un film svedese nel 1962 e due trasposizioni animate per la televisione, una russa nel 1955 e una nipponica nel 1980 (serie a cartoni animati trasmessa anche in Italia). In Scandinavia, a partire dagli anni Sessanta, a diverse navi viene dato il nome “Nils Holgersson”, ma anche a treni e aerei. Lo scrittore Konrad Lorenz citerà il libro della Lagerlöf durante la cerimonia che gli conferisce il Premio Nobel nel 1973. La storia di Nils e delle oche selvatiche lo hanno talmente suggestionato da bambino da gettare in lui il seme per gli studi successivi sull’imprinting e il comportamento delle oche.

Il prestigio di Selma cresce e nel 1907 l’Università di Uppsala le assegna la laurea honoris causa in Filosofia, non solo, il grande salto avviene nel 1909 quando ottiene il Premio Nobel per la letteratura, che le consente finalmente di concretizzare un sogno serbato nel cuore per vent’anni: col denaro del premio può permettersi di ricomprare l’adorata Mårbacka, che saprà amministrare in maniera impeccabile e conservare fino alla fine dei suoi giorni I riconoscimenti non finiscono. È la prima donna a essere invitata a fare parte dell’Accademia Svedese e farà sentire il suo peso durante i lavori del Congresso internazionale che si occupa di garantire il diritto di voto alle donne. Per non farsi mancare nulla, ottiene anche la Legion d’Onore francese. Instancabile, continua a pubblicare romanzi, tra cui Il carretto fantasma nel 1912, L’imperatore di Portugallia, L’esiliato nel 1918 (considerato il suo romanzo pacifista, scritto dopo aver vissuto le drammatiche suggestioni della Grande Guerra) e numerosi racconti tra il 1915 e il 1921 (Uomini e Troll), per citare solo una parte delle opere.

Nel 1921 Selma deve affrontare un grande lutto: muore la sua compagna Sophie Elkan (1853/1921). Entrata in possesso dei suoi beni, decide di allestire una stanza nella residenza di Mårbacka che rappresenti un vero e proprio museo in onore della traduttrice. A darle sostegno e affetto negli anni successivi è Valborg Olander, che condivide con la scrittrice gli ideali di indipendenza, pace e libertà di pensiero. Alle relazioni tra queste formidabili donne è stato dedicato nel 2008 lo sceneggiato Selma, scritto dalla sceneggiatrice e giornalista svedese Åsa Lantz. Ma alla Lagerlöf non sono dedicati solo film e sceneggiati, a lei è intitolato persino un asteroide individuato nel 1991 nella fascia tra Marte e Venere. Il suo volto inoltre campeggia sulla banconota da venti corone svedesi. Onori meritati da una persona sensibile e volitiva, che fino alla fine dei suoi giorni ha seguitato a esprimere il proprio pensiero, anche in merito agli eventi terribili che stavano colpendo il mondo a causa dell’avvento nazista, da lei aspramente criticato. Una donna colta, indipendente, forte, idealista tenace, che non ha lasciato il segno solo nella cultura e nella società svedese, ma ha affascinato anche il resto del mondo. Cresciuta in mezzo alle fiabe e al mito, capace di raccontare i conflitti sociali che l’hanno circondata, la storia, l’amore nelle sue più intime sfaccettature. Il cuore di Selma Lagerlöf si ferma il 16 marzo del 1940.

I LIBRI DI SELMA LAGERLÖF



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